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Ott
2009
Facebook chiuderà!?! PDF Stampa E-mail
Scritto da Energia Web   

Così vanno le cose in Italia!
Basta che accada un fatto negativo, e una certa categoria di giornalisti ne approffitta per fare notizia e per spingere l'opinione pubblica a schierarsi a sfavore di qualsiasi cosa si opponga alla loro causa e a quella dei loro padroni.

Questo è quello che è successo qualche settimana fa quando un quindicenne aveva annunciato il suo suicidio su Facebook e poi alcuni giorni dopo è stato trovato senza vita in camera sua.
Questo è stato il pretesto usato dal TG4 di Emilio Fede, per scagliarsi contro i social networks, principalemnte contro il  noto Facebook. 

Nel video che segue è possibile vedere come i giornalisti di Retequattro, attreverso domande pilotate, provochino nelle persone intervistate le risposte volute per dirigere i telespettatori verso l'opinione che i reporter vogliono promuovere.
Ma in questo caso il motivo di fondo per rivoltarsi contro il popolare social network era completamente diverso e anche abbastanza subdolo. 

    

Su Facebook era presente da diverso tempo un gruppo denominato 'Uccidiamo Berlusconi' del quale è stata chiesta e ottenuta la chiusura in quanto trattasi di un insieme di persone che potenzialmente invitano e incitano all'odio e alla violenza.
Non è questo l'unico caso di gruppi creati allo scopo di alimentare odio verso un individuo o verso un categoria di individui. In molti casi tali pagine sono state giustamente chiuse e rimosse per ovvi motivi di correttezza.
Ma questa volta ci troviamo di fronte ad una strumentalizzazione da parte di alcuni giornalisti nei confronti di un fatto, ossia l'esistenza  di pagine con 'invito ad uccidere qualcuno, per rggiungere scopi personali e gettare cattiva luce, come si comprende del video, sull'intero universo delle reti sociali.

Il servizio del TG4 è senza dubbio tendenzioso in quanto sfrutta la notizia del suicidio di un povero qundicenne per nascondere il vero motivo del disappunto verso Facebook, ovvero quello della scomoda presenza del gruppo contro il presidente del consiglio Berlusconi.

Inoltre la cosa più triste è che servizi ti tale genere contribuiscono solo a creare diffidenza e pregiudizio in quelle persone che poco o niente sanno dell'universo di Internet e degli stumenti di condivisione delle informazioni che la rete mette a disposizione.

Naturalmente questo modo di fare di sicuro nuoce al nostro Paese e ne rallenta la crescita sotto tutti i punti di vista.

Perciò in primo luogo ci auguriamo tutti che diminuisca in rete la presenza di simili pagine dai toni e dalle espressioni che superano l'umano decoro, ma soprattutto che da parte di tutti coloro che vogliono parlare e scrivere in merito al web, ci si informi bene sui fatti e si faccia una netta distinzione tra il bene e il male esistente su Internet, evitando di sparare a zero su tutto ciò che non si conosce a fondo.

Commenti

avatar non importa
+1
 
 
Scusate, dove vedete risposte (non domande) pilotate? Perché scrivete il falso?
Anche il commissario è pilotato?
Ma siate corretti.
In quanto alla nota "blocca...", quando qualcuno ha scritto ed altri letto... la frittata è fatta.
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avatar Energiaweb
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In effetti sono le risposte ad assere pilotate, e non le domande. Ci scusiamo per l'inesattezza.
Grazie per la precisazione.
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avatar Alessandro
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Caro 'non importa' si sa da che parte sta il Tg4.
Quello che trovo disgustoso è vedere come questo gruppo di professionisti della notizia utilizzi un avvenimento drammatico, il suicidio di un ragazzo annunciato in rete, allo scopo di coprire il vero motivi per gettare discredito su Facebook, i social networks e più in generale Internet.
Parli di correttezza, ma quale correttezza vedi in un servizio come quello trasmesso dal Tg4, inserito in questo articolo?
Quanto alle affermazioni del commissario, le trovo corrette e non pilotate. Tuttavia vengono utilizzate all'interno di un discorso molto più ampio e sono inserite al solo scopo di rafforzare il messaggio che si vuole far passare nell''ambito dell'argomento trattato.
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avatar Paolo
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La verità è che chi vuole denunciare, in modo così scorretto, facebook ha di che perdere, nel senso di ostacolo verso un'informazione piatta e cristallizzata.
Non è un caso che sia proprio Fede e Rete 4 ad agire. La libera trasmissione delle idee e delle informazioni è di ostacolo per chi non ha nessuna intenzione o volontà di informare in maniera obiettiva.
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