Per chi usa twitter, ormai sa molto bene che esiste un lmite di 140 caratteri alla pubblicazione dei propri tweets su tale social network. E' necessario quindi concentrarsi attentmente sul messaggio che si vuole comunicare sviluppando perciò il dono della sintesi.
Questa caratteristica per per molti potrebe costituire un limite, in realtà sta contribuendo al successo di questa piattaforma attraverso la quale si possono creare principalmente relazioni di following spesso di carattere commerciale, più che mere amicizie come avviene ad esempio con facebook.
E vero che anche in twitter i rapporti umani non scompaiono, tuttavia vista la brevità concessa nei testi dei suoi messaggi, solitamente viene usato per obiettivi diversi da quello di creare e approfondire esclusivamente relazioni tra individui.
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Twitter, è sicuramente un social network che sta diventando molto popolare anche in Italia.
Benchè non abbia i numeri e le caratteristiche di altri progetti simili, quali LinkedIn e Facebook, sta riscuotendo il suo meritato successo e sta quadagnando quote di adepti un po' in ogni parte del pianeta.
Ammetto che ad un primo impatto non sia così attraente, forse anche un po' criptico e rigido (per via dei suoi 140 caratteri massimi a disposizione dei propri tweet, ovvero i messaggi che si scrivono su questo social media), ma risulta un ottimo strumento di microblogging e promozione commerciale per i propri affari, oltre che per comunicare le proprie attività del tempo libero.
A proposito del limite nella lungezza dei tweet, c'è dadire che ci sono serizi che permettono di superare questa barriera e scrivere contenuti più luoghi anche se così facendo viene un po' snaturat lo scopo di questo social network.
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Così vanno le cose in Italia!
Basta che accada un fatto negativo, e una certa categoria di giornalisti ne approffitta per fare notizia e per spingere l'opinione pubblica a schierarsi a sfavore di qualsiasi cosa si opponga alla loro causa e a quella dei loro padroni.
Questo è quello che è successo qualche settimana fa quando un quindicenne aveva annunciato il suo suicidio su Facebook e poi alcuni giorni dopo è stato trovato senza vita in camera sua.
Questo è stato il pretesto usato dal TG4 di Emilio Fede, per scagliarsi contro i social networks, principalemnte contro il noto Facebook.
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Prendo spunto da un breve articolo apparso quanche tempo fa su un quotidiano gratuito, che riportava queste testuali parole:
"In Italia la sicurezza e il timore di un impatto negativo sulla produtività portano le aziende a impedire ai propri dipendenti di fare uso di siti di social network. Una ricerca commissionata da 'Avande' però svela che le aziende che hanno introdotto l'utilizzo dei nuovi media hanno riscontrato un miglioramento delle relazioni con i clienti (66%) e della reputazione aziendale (64%) nonchè un incremento delle vendite (40%). Eppure le aziende che hanno avviato un piano per gestire l'adozione dei social media e sfruttarne i benefici sono solo il 18%". |
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